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Tenuità del fatto, per i reati fino a 5 anni possibile l’archiviazione

Si apre l’era della tenuità del fatto. Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha approvato ieri in via definitiva lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera m) della legge 28 aprile 2014, n. 67. Lo ha reso noto palazzo Chigi al termine della riunione del Cdm di ieri sera.

Un provvedimento in attesa della “Gazzetta” 
Il provvedimento - in attesa della pubblicazione in “Gazzetta Ufficiale” - recepisce le proposte elaborate dalla commissione ministeriale Palazzo in tema di revisione del sistema sanzionatorio e per dare attuazione alla legge 67/2014 in materia di pene detentive non carcerarie oltre ad alcune specifiche indicazioni espresse dalle Commissioni parlamentari.

Il principio alla base delle nuove norme prevede che quando l'offesa sia tenue e segua ad un comportamento non abituale lo Stato possa demandare alla sede civile la relativa tutela. La risposta sanzionatoria dovrà quindi tener conto dell'entità dell'offesa, delle circostanze del fatto, della personalità dell'autore e della natura del bene tutelato.

I due criteri fondamentali per l'applicazione 
Due sono i criteri sui quali deve incardinarsi il giudizio di “particolare tenuità del fatto”, secondo il primo comma del nuovo articolo 131-bis del Cp:

1. la particolare tenuità dell'offesa, che implica una valutazione sulle modalità della condotta e l'esiguità del danno o del pericolo;

2. la non abitualità del comportamento dell'autore (che non deve essere un delinquente abituale, professionale o per tendenza, né aver commesso altri reati della stessa indole). 
Solo a seguito di un accertamento rigoroso di tali condizioni da parte del giudice, lo Stato rinuncerà ad applicare una pena per attuare una tutela risarcitoria e/o restitutoria tipicamente civile.

Il provvedimento prevede inoltre che il giudice, nel valutare il fatto, oltre ai rigorosi limiti normativi, debba tenere conto le istanze della persona offesa e dello stesso indagato o imputato, le cui contrapposte ragioni devono emergere nella dialettica procedimentale, tanto in fase di contraddittorio sulla eventuale richiesta di archiviazione quanto nella fase dibattimentale.

Nel decreto legislativo vengono infine introdotte le modifiche necessarie ai fini dell'iscrizione in un apposito casellario giudiziario dei provvedimenti in materia di particolare tenuità del fatto.


Le reazioni dell'Organismo unitario 
L'Organismo Unitario dell'Avvocatura esprime un giudizio complessivamente positivo rispetto al decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri di ieri sera. Rimangono i dubbi sui rischi di eccessiva discrezionalità dei magistrati.

Per Mirella Casiello, presidente Oua, «il provvedimento dell'Esecutivo è nella giusta direzione perché circoscrive i confini di non punibilità, senza cedere a pericolose semplificazioni che avrebbero lasciato spazio ad aree di impunità su reati odiosi. Certo, ci sono ulteriori margini di intervento e di miglioramento per ridurre il peso del contenzioso sui nostri tribunali sui cosiddetti reati minori, cercando di evitare le pressioni più giustizialiste ma garantendo anche il diritto alla sicurezza dei cittadini. Anche a seguito delle richieste dell'Oua, positive anche le correzioni che consentono la possibilità tanto per la parte offesa quanto per l'indagato di fare opposizione all'archiviazione per tenuità del fatto o comunque di rinunciarvi a favore di una pronuncia nel merito».

I CONTENUTI IN SINTESI 
1. Per quali reati sarà possibile l'archiviazione per tenuità del fatto? 
Il decreto legislativo approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri introduce nel Codice penale una nuova causa di non punibilità nei reati per i quali è prevista la reclusione non superiore nel massimo a 5 anni, oppure la pena pecuniaria sola o abbinata alla medesima pena. Esclusi espressamente l'omicidio colposo e le lesioni gravissime

2. Quando non può scattare l'archiviazione? 
Quando l'autore ha agito per motivi abietti o futili, oppure quando con crudeltà, anche nei confronti di animali, o, ancora ha adoperato sevizie; non si applica la nuova causa di non punibilità quando l'autore ha approfittato delle condizioni della vittima impossibilitata o incapace di difendersi come nel caso di minori o anziani

Chi può opporsi all'archiviazione? 
Possono opporsi sia l'indagato, che potrebbe avere interesse a un proscioglimento con formula piena al posto di un'archiviazione di cui resterà traccia nel casellario, e la persona offesa . Il pubblico ministero deve informare entrambi della richiesta di applicazione della causa di non punibilità e del termine di 10 giorni per fare opposizione

L'archiviazione può avere effetti nel settore civile? 
Sì, l'ultima versione del decreto chiarisce che la pronuncia di archiviazione, che comunque attribuisce una responsabilità per la avere commesso un fatto illecito, ha efficacia di giudicato nel giudizio avviato per il risarcimento del danno in sede civile o amministrativa

   
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